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32 km bagnati!

E siamo arrivati anche a 32 km! Un traguardo che molti di noi non pensavano possibile fino a pochi mesi fa. Ed invece li abbiamo fatti tutti.

Il tempo non prometteva niente di buono per stamane e le nostre aspettative non sono state deluse. Oltre metà percorso fatto sotto la fredda pioggia battente, ha messo alla prova spirito e muscoli.

Con noi in corsa una guest star, Marco Bidini, pluri-maratoneta che corre con l’Atletica Sestini di Arezzo. Marco sta preparando la sua 25ma Maratona che si terrà in quel di Lucca il 22 ottobre prossimo.E’ stato prezioso con tanti consigli su come continuare la preparazione e ci ha accompagnato per tutti i 32 km del nostro percorso. Ora.. proprio accompagnato non è la parola giusta… al ventesimo chilometro lui e Giorgio sono partiti e non li abbiamo più visti se non all’arrivo alla LIFE.

Noi abbiamo cercato di fare il nostro, chi più chi meno, ma nessuno ha mollato fino alla fine. Con un bel pò del sentiero della bonifica sotto le scarpe, che ormai pesavano almeno mezzo chilo per il fango, e bagnati come pulcini abbiamo continuato fino all’ultimo metro, senza sconti.

Ora che li ho sperimentati, posso dire che il “muro” nella Maratona è una realtà. Arrivati intorno al trentesimo km. le gambe, indolenzite dai km. e dalla pioggia, non ne volevano più sapere di andare avanti e i piedi facevano un passo dietro all’altro meccanicamente. Solo la forza di volontà e la consapevolezza del traguardo sempre più vicino ci hanno permesso di arrivare.

Anche in questo si trova la forza del gruppo. Ognuno si è preoccupato non solo di se stesso, ma anche di incitare gli altri a non mollare. Affrontando lo sforzo insieme e con un obiettivo ben delineato, arrivare preparati a New York, abbiamo vinto anche questa sfida.

Per fortuna la settimana prossima, la tabella ci fa tirare un po il fiato e ci riserva “solo” 21km di lungo…

“solo 21″… chi lo avrebbe detto che saremmo arrivati a dirlo….

 

Author: Massimo Biribicchi

Professionista della Finanza Agevolata, atleta più con le gambe “sotto il tavolo” che di corsa.

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