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Partiti!!!

Sveglia all’alba; siamo lucidi quanto basta per realizzare che è il grande giorno. Ormai quello che è fatto è fattto. Abbigliamento da corsa ok; biglietto per Staten Island ok; il tempo ? Uhmmm… così … così… “piovarà!”. Ma il gruppo c’è tutto e santo cielo su quel ponte ci salgo anche dovessi scalarlo! (vero Paolo??). Vestiti a strato tanto il sopra lo si abbandona da tradizione per i senzatetto di New York. In chat un appello veloce. ok Si parte!!

Dopo le foto di posa a Central Station del giorno prima per le solite riviste sportive internazionali e per le Istituzioni locali

 

 

 

 

 

 

 

La cruda realtà del giorno della gara si mostra nelle facce e nei fisici dei nostri atleti:

Fonti mediche dell’organizzazioni ci dicono che gli atleti sembravano in forma (??) anche se un po agitati e pare che membri dell’intelligence della corsa  li abbiano sentiti confabulare sul battello sulla strategia per contenere i soliti corridori africani 😉

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La tecnologia ci dà l’opportunità di seguire a distanza i nostri atleti. Il primo passaggio emozionante dopo la partenza (ore 11.00 a.m ora di New York – ore 17.00 ora di Piazza Grande) è il Ponte di Verrazzano, dove ancora il traffico (di atleti) è intenso; da lì, verso Brooklyn, il gruppo sembra che prenda una andatura mista e già dopo una oretta di corsa i nostri si sono distribuiti sul percorso. Ugo pare cerchi la prestazione della vita insieme a Marco, a seguire Giorgio, Enzo, Massimo e gli altri. Simone, nelle retrovie ma garantisco che per lui l’ultimo mese è stato difficilissimo dal punto di vista atletico causa problemi muscolari e credo l’obiettivo sia concludere la gara.

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Al trentesimo chilometro sono passati Marco, Ugo, e Mauro salutando i loro accompagnatori. Mauro non è nuovo alle maratone, è stato il sensei dell’avventura, colui che ha dato il ritmo agli allenamenti e a tutta la preparazione. Marco il più costante oltre a non aver manifestato evidenti problematiche fisiche. Ugo ci stupisce, ma forse era una tattica studiata a tavolino. Solo pochi giorni prima della partenza lamentava dolori ed  il gran lavoro del fisioterapista. Ma evidentemente era per non dare punti di riferimento agli avversari

Giorgio dietro i primi sta facendo una gara in “solitaria” (se ci si può sentire soli a New York).   A seguire Enzo che mette a frutto le sgambate notturne in Valdichiana

Massimo e Riccardo come due orsacchiotti tengono l’andatura salutando e firmando autografi. Riccardo se vuole vincere la gara si deve dare una mossa!!

Paolo e Marco Garbinesi stanno arrivando. Simone si attarda: evidentemente il problema alla gamba non era di poco conto ma l’importante è resistere

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Si narra che dopo un certo punto il maratoneta non senta più la fatica, sia meno lucido e riesca a dosare meno le energie e lo sforzo nella corsa. Ma vada avanti… comunque. Dopo questo punto c’è solo un obiettivo: il traguardo! I primi percorrono già il lato di Central Park della Quinta Strada.

Forza Ragazzi!

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Anche la Grande Mela consente di vivere in maniera completa e profonda la sua Maratona solo a chi c’è fisicamente; la tecnologia che avremmo voluto sfruttare per immagini e commenti tutti in live ci ha detto di fare con calma, forse domani o a seguire. Sono tutti giunti al traguardo, ognuno con il suo passo. Protagonisti come sono partiti e come gli altri atleti e tutti quelli che erano per le strade a fare festa.

A domani

Author: Marcello Bernardini

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