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Uno… Due… Tre… STOP! Anzi… Si parte!

Anche la preparazione più attenta che si possa mettere in atto nel pianificare un viaggio viene messa a dura prova con la casualità e con l’ansia del ritardo. Anche la check list più dettagliata e scrupolosa per non lasciare niente al caso nulla può contro il mazzo di chiavi nel porta frutta, la valvola del gas chiusa o aperta o quell’essenziale documento di viaggio che credevi di avere tatuato sull’avambraccio.

Capità così che al pari dei controlli del pilota e del copilota anche il nostro gruppo di maratoneti debba fare fronte a peripezie che non definiamo di fantozziana memoria solo per rispetto del fine solidale dell’avventura.

Tutti d’accordo quindi per un primo imbarco. Latitudine 43°27’45” Longitudine 11°52’50” più o meno altezza Ipercoop. Ore 9 a.m. del primo di Novembre 2017. A seguire un secondo imbarco per quelli di campagna, se la stagione tiene.

Saluti e convenevoli di rito e l’allegra brigata sul piazzale sconfinato comincia a prendere posto sul torpedone. Atleti con familiari al seguito sotto l’occhio assonnato dell’autista.

Un primo grido! Tanto era ieri Halloween : “Oddio il passaporto!! Eppure era lì con tutti i documenti!!” Per fortuna che siamo preparati per una maratona! Di corsa a casa… quella maledetta fruttiera riconvertita a portachiavi e portadocumenti… ! Si … ma è posizionata sotto lo specchio prima di uscire e, di solito, l’ultimo sguardo lo si butta sullo sguardo accattivante da uomo in carriera, non sui fondamentali documenti di viaggio.

Bene, il risveglio muscolare qualcuno lo ha già fatto e si pensa di partire; ma le 9.15, a.m ora di Roma sono già passate.

L’autista, dopo una breve rianimazione, prende la direzione dell’autostrada ma una insolito vuoto comincia a farsi sentire: “Cielo! Mio marito!! In fin dei conti non sarebbe stata una gran mancanza per qualche giorno di relax in libertà dalle fatiche familiari e di lavoro; se non chè mancava uno dei nostri podisti. “ Autista ! Dietrofront!” Recuperato il temporaneo disperso il viaggio riparte di buona andatura, ma ormai per i campagnoli il tempo era tiratissimo.

Driiin… Driinn!! “Scusa!! Sei sveglio?? Non so proprio come fare succede questo e quest’altro… avremmo bisogno di uno strappo fino al casello dell’autostrada…”

Noi gente di campagna sappiamo bene cosa vuole dire l’organizzazione, la puntualità e la prontezza nel dare risposte nel momento del bisogno. “Arrivo subito!!”

La scena che si pone agli occhi del’imrovvisato traghettatore fa veramente rivivere le partenze di inizio Novecento con il bastimento verso il nuovo mondo. Cumuli di scatole legate da spago ed il baule con le cinghie metalliche per la traversata dell’Atlantico. Unica differenza che l’immagine non è in bianco e nero e l’umile mercanzia è stivata in comodi e rigidi trolley colorati.

Fossimo stati una Giovane Marmotta avremmo messo una tacca sulla buona azione quotidiana ma lasciare i tre, lì al casello, in attesa dell’autobus e vederli diventare piccini nello specchietto retrovisore dietro il cumulo dei bagagli ci è dispiaciuto un po’.

Si, ci è dispiaciuto non andare con loro. L’avventura inizia con la giusta leggerezza.

p.s. Aggiornamenti ci danno il sollievo che all’aeroporto ci sono arrivati ed il volo è stato indovinato; visti i presupposti, non è poco .

Author: Marcello Bernardini

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